God save the Queen

12 novembre, 2007

la sovrana lettrice
«Tutto bene, vecchia mia?». «Certo. Sto leggendo». «Di nuovo?». E il duca se ne andò scuotendo la testa. La regina di Inghilterra ha cominciato a leggere perché un mercoledì pomeriggio ha inseguito i cani adorati oltre il giardino. E oltre il giardino c’era un furgone e nel furgone libri su libri, polverosi, e accessibili. La regina di Inghilterra ha sempre letto ma senza trasporto. Anche perché i tomi delle biblioteche di Windsor, Buckingham o Balmoral stanno reclusi dietro grate inchiavardate. O solo molto pesanti. E trasportarli su un tavolo è impossibile. Alcuni libri delle biblioteche reali hanno un valore inestimabile. Non per quello che c’è scritto o per chi. Un valore in sé. Per il marocchino sulle copertine o l’oro dei titoli. Nel furgone invece, oltre il giardino, i libri stanno impilati e insieme alle pagine in prestito c’è Norman che lavora nelle cucine reali, è un autodidatta ma di letteratura si intende. Specialmente di letteratura gay. Il primo libro che sua maestà afferra è di Ivy Compton-Burnett. Ma è più educazione per curiosità. Più per scusarsi del disturbo arrecato dai cani che abbaiavano abbaiavano abbaiavano. E invece sua maestà comincia a cadere, precipita nella curiosità, torna nel furgone, chiede altri libri. L’educazione della prima mano ad afferrare il primo libro si trasforma, nella lingua piana di Alan Bennet, nella voracità dell’ultima mano di una partita di bridge. La regina distoglie così forsennatamente gli occhi dalle faccende reali, si annoia così vistosamente agli incontri con il primo ministro, porge domande curiose e fuori cerimoniale durante le visite in giro in Gran Bretagna che l’apparato amministrativo è preoccupato più che di uno scandalo. Se non fosse già abbastanza scandaloso tutto quel tempo passato sui libri e ad annotare pensieri e parole. Come se non fosse tutto sintomo evidente di una senilità che di regale non ha nulla. Prendere decisioni ottenebra la mente. Alan Bennet in un pamphlet che somiglia a un libretto d’opera, tanto è legato alle immagini di Elisabetta II viste in giornali e televisori, scomposte in righe cappelli e fibbie, feste comandate, funerali global vision e seconde nozze invise, racconta la storia spaesata di una donna colta da un tardivo innamoramento la cui unica arma di resistenza è quella di imbracciare la penna e di considerare questo amore l’anticamera di una passione più grande. Ma quale?. Divertente e leggiadro, contiene pure un forbito elenco di autori britannici. Alice Munro a parte. «Ma qualcuno l’avrà pur ragguagliata, Maestà?». «Certamente,» disse la regina «ma ragguagliare non è leggere. Anzi è l’esatto contrario. Il ragguaglio è succinto, concreto e pertinente. La lettura è disordinata, dispersiva e sempre invitante. Il ragguaglio esaurisce la questione, la lettura la apre». A. Bennet, La sovrana lettrice, Adelphi (2007), pp. 95, € 12,00.

One Response to “God save the Queen”

  1. l'italia Says:

    grande cazzataH

    ***
    grazie per le argomentazioni! ;-)

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