le nostre parole ci ingoieranno

18 giugno, 2008

nottetempo 2007

In principio è la separazione. Ma non solo la separazione. Si tratta, più correttamente, della giusta separazione. (…) E il primo comandamento che dio diede alla Sua creazione fu questo: “Siate fertili e moltiplicatevi”. E dunque è giusto che certe creature, quand’è loro stagione, siano una cosa sola, e che altre rimangano separate. Disobbedienza di Naomi Alderman è un romanzo arguto e agrodolce dentro al quale galleggiano Ronit, Esti e Dovid. Che paiono nomi di un’altra epoca ma appartengono a tre persone cresciute, oggi o appena ieri, nella comunità ebrea ortodossa di Hendon, Londra. Il padre di Ronit è stato un gigante della Torah e rabbino della comunità di Hendon. Ma è morto e Ronit è tornata per il funerale e Dovid è stato l’ultimo allievo e quasi il delfino del padre di lei e Esti ha sposato Dovid e viceversa. Disobbedienza è un problema a tre corpi e, per questo, sarebbe quasi un romanzo à la Cunningham, se non fosse che la penna di Alderman è acuminata ma sensuale, rischia trame e tira il collo al lettore senza concedere alcun abbraccio retorico o la certezza che tutto finirà e bene. Il problema dei tre corpi consiste nel calcolare, assegnate posizione iniziale, massa e velocità, l’evoluzione di un sistema costituito da tre corpi soggetti alla reciproca attrazione gravitazionale. Alderman separa, come in premessa, e assegna a Ronit la voce, a Dovid il colore e a Esti la sensualità e uno speciale traslucore che la rende partecipe della bellezza del mondo. Tanto che Ronit torna pure perché ha condiviso sangue e umori con Esti e Esti la aspetta come se fosse l’unica parola capace di liberare tutti, la aspetta come se fosse una tana. Accogliente e pure Libera tutti. Per creare il mondo Egli parlò: “E Dio disse, che sia la luce e la luce fu”. E tutto fu così, proprio come la sua parola. Perciò l’attrazione gravitazionale è meno feroce di altre in questo romanzo dove pure Ronit cade su Esti e Esti su Dovid e Dovid cade per terra perché ha troppo mal di testa e sa già tutto. Dovid che ha il colore, vede le sfumature intorno alle esistenze degli altri. La scrittura di Alderman è sicura, descrittiva, sobbalza il ventre e fa venire la pelle d’oca come se soffiasse su un avambraccio contropelo, profuma come un cespuglio di ortensie e grida, ridendo, che ciascuno può liberare solo se stesso, ma parlare è comunque meglio. Disobbedienza è un romanzo luminoso e che mette pagine di senso tra causa ed effetto. È terribile e doloroso amare qualcuno che sai che non ti può amare. Ma ci sono cose più terribili. Molti dei dolori umani sono più gravosi. Ciò non toglie che sia terribile e doloroso. E, come tante altre cose, insolubile N. Alderman, Disobbedienza, Nottetempo (2007), pp. 373, € 18,00.

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