Quante cose lasciamo a metà nella vita?

24 luglio, 2008

Poi ho pensato, un po’ per gioco, un po’ per malinconia: e la mia, è una vita che si può vendere? Una vita che si può comprare? A che prezzo? Interessa a qualcuno?. Raccontami la notte in cui sono nato è un romanzo stringato ed emozionale. La storia è una scommessa. Chi legge, sa che la scommessa è perduta perché sul primo rigo, e potrebbe essere sulla quarta corda, tanto è musicato, c’è qualcosa di sussurrato, che forse non è arrivato alle orecchie. Chi legge, sa che quel sussurro però sta forte e chiaro nella pancia e percuote come un pugno. Lucien ha un nome oltralpe ma è italianissimo, addirittura di provincia, lavora in un giornale, ha amici, è innamorato, legge e studia all’università. Lucien vive una normalità corrotta da un mancato senso di intermittenza, di quiete. Cerca di capire cosa si annidi tra gli interstizi del proprio percorso di vita, e cosa stia sospeso, tra una scansione e un’altra, quasi la vita sia un tour de force, tour des yeux con un vincitore di tappa. Tra scuola e università, tra amore e sesso, tra adolescenza e età adulta, tra parole proprie e altrui, tra se stesso e Filippo. Filippo dovrebbe essere colui che tiene in caldo la vita di Lucien mentre Lucien cerca il resto nelle intermittenze. Hai le stesse parole, ancora queste. Paolo Di Paolo, con lo spunto di un fatto di cronaca e una scrittura nostalgica ma estranea ai sentimentalismi, compone una storia ossimoro delicata e cruda, piena di possibilità ma senza rewind e si muove, ancora una volta, tra la narrativa, la diaristica e l’immagine poetica e la ricostruzione di sé. Con il limite, forse solo sognato, di una struttura da educazione sentimentale dove però il corpo è solo una eco, un rimando, una nota a piè pagina che comunque emoziona e fa compagnia. E qui ha cominciato a scongelare il passato: enumerava una serie di momenti precisi, li evocava con una precisione che mi faceva tremare. Allora capivo che la memoria non si condivide, ricordiamo storie uguali ma in modo diverso, perdiamo ciò che gli altri conservano: anche di noi.

P. Di Paolo, Raccontami la notte in cui sono nato, Perrone (2007), pp. 112, € 10,00.

3 Responses to “Quante cose lasciamo a metà nella vita?”

  1. kli Says:

    O (vocativo) artis, quante cose lasciamo all’INIZIO?
    l’inizio della vita è quando intravedi possibilità che già sai NON saranno possibili ma per rispetto (rispetto?) dei sogni le segui, e perdi tutto.
    il mio sogno aveva come iniziale C.

    ;-)

  2. milena Says:

    L’ho finito di leggere ieri sera e le ultime pagine m ihanno fatto piangere come non identificarsi come non sentire la voce di una mamma che ci insegna e ci rincuora.
    Penso ci farò un post poche pagine che danno molto alla vita.

    Buongiorno


  3. […] tempo per accorgersi di quante cose abbia lasciato a metà. Di quel dolore/consapevolezza di esistere a intermittenza, alcune volte “preferendo di […]

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